sabato 30 giugno 2012

I capitolo-Pioggia a Milano


I capitolo-Pioggia a Milano


Era una fredda e malinconica giornata di Novembre, mi trovavo a Milano, ormai trascorrevo la maggior parte del tempo lì nonostante abitassi a roma. La pioggia cadeva leggera sul suolo, quella della mia città profumava di vita, mentre questa aveva solo un putrido odore di smog. Si generarono numerose pozzanghere e io mi avvicinai ad una di quelle specchiandomi. Mi resi conto in quel momento che il mio riflesso era cambiato, ero cresciuta, tutto era cambiato i miei capelli erano diventati più lunghi, ero diventata magrissima.. Ma qualcosa era rimasto invariato: il mio sguardo, quegli occhi verde smeraldo erano gli stessi di tre anni fa ,racchiudevano una forza ma allo stesso tempo debolezza che mi contraddistingueva dagli altri, loro parlavano più della mia voce. La loro tonalità di colore variava a seconda del mio umore passavano da un leggero verde acqua ad un verde così acceso da incantare qualsiasi persona. Per un attimo ebbi un abbaglio, in quella stessa pozzanghera vidi riflessa un’altra persona , era lui non ricordavo più neanche che faccia avesse, eppure quei capelli castani e ricci erano inconfondibili. Mi  stavo quasi per avvicinare quando mi resi conto che era stata solo immaginazione, forse quello era il riflesso della mia anima, per mesi avevo cercato di dimenticare di non pensarci, ma in realtà il mio cuore mi portava sempre verso di lui. Dopo un attimo tornai alla realtà, in quella pozzanghera limpida (ma non totalmente visto lo smog che aveva invaso la città) continuavano a cadere delicatamente goccioline di pioggia, ma non era solo pioggia, dai miei occhi stavano scendendo dolci lacrime. Nell’ultimo periodo ero diventata sempre più sensibile il successo mi ha sempre fatto un effetto contrario, ogni traguardo mi indeboliva sempre più, sì piangevo molto spesso di gioia, ma le miei lacrime racchiudevano una sofferenza interiore che da quando mi ero allontanata da lui nessuno poteva placare. Ero stufa di vedermi sofferente, così tirai un calcio verso l’ acqua della pozzanghera che in un attimo si divise in mille goccioline e schizzò via , così si sentiva il mio cuore frantumato in mille pezzetti , con la differenza che l’acqua poteva evaporare e ricomporsi , il mio cuore no era destinato a rimanere frantumato per sempre..o quasi.La gente mi guardava impietrita, sicuramente mi avevano riconosciuta, ormai  ci avevo fatto l’abitudine, non potevo entrare e leggere nella mente delle persone, ma sapevo come la pensavano, io dovevo sorridere sempre a tutto e tutti, perché avevo soldi e successo, ma è proprio vero  i soldi non fanno la felicità.


Se un pochino vi piace sarei felice di continuare con altri capitoli. :-)

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