sabato 25 agosto 2012
mercoledì 22 agosto 2012
L'esperienza Americana dell'Amoroso
Voi da questa esperienza tutta Americana di Alessandra cosa vi aspettate? Io credo che sia servita moltissimo soprattutto per la sua maturazione artistica ma anche per quella personale. Secondo me poi c'è in serbo qualcosa, penso che sia arrivata l'ora di progettare un futuro CD in una chiave diversa, è giunta l'ora di allontanarsi dal Pop, magari non totalmente , ma comunque vagando su altri stili più maturi e potenti anche se poco commerciali.. La Sony spero si accorgerà di questo , è arrivato il momento di mettere le solite canzoni da parte e far uscire fuori la sua vera anima.
lunedì 2 luglio 2012
La casa americana dell'Amoroso.
Salve amici! Rubo un po’ del vostro tempo per parlarvi di una questione che gira un po’ nel web. Sembra quasi un affare di stato, visto che i critici con tutti i problemi al mondo parlano di questo invece di dedicare il loro tempo a questioni serie. L’ appartamento nel quale dovrà vivere per due mesi Alessandra Amoroso (voglio precisare in affitto), che lei stessa ha mostrato in un video per i loro fan è stato definito una reggia. In primo luogo mi devono spiegare come fanno a definire una casa con sei stanze poco arredate, dove l’unica cosa splendida è la vista a Central Park una reggia di lusso?! Poi la cantante è stata contestata per mancanza d’umiltà perché avrebbe dichiarato di voler lavorare in un bar nel centro newyorkese secondo loro per mantenersi, ma sfugge un dettaglio grande e grosso lei ha sempre detto di andarci a lavorare per imparare più in fretta l’inglese, visto che è andata lì solo ed esclusivamente per studiare e non per farsi due mesi in totale relax. L’umiltà non si dimostra andando a vivere sotto i ponti, secondo voi sarebbe stato più giusto andare a vivere in quartieri malfamati possedendo però molti soldi? L’umiltà si dimostra da altri gesti e lei ha dimostrato di averne molta, già basta pensare che sia andata lì a studiare ancora canto, questo sottolinea il fatto che lei non si sente arrivata, sa che per fare questo mestiere bisogna studiare lo stesso e cercare di migliorarsi sempre più! Voi che ne pensate? :-)
sabato 30 giugno 2012
I capitolo-Pioggia a Milano
I capitolo-Pioggia a Milano
Era una fredda e malinconica giornata di Novembre, mi trovavo a Milano, ormai trascorrevo la maggior parte del tempo lì nonostante abitassi a roma. La pioggia cadeva leggera sul suolo, quella della mia città profumava di vita, mentre questa aveva solo un putrido odore di smog. Si generarono numerose pozzanghere e io mi avvicinai ad una di quelle specchiandomi. Mi resi conto in quel momento che il mio riflesso era cambiato, ero cresciuta, tutto era cambiato i miei capelli erano diventati più lunghi, ero diventata magrissima.. Ma qualcosa era rimasto invariato: il mio sguardo, quegli occhi verde smeraldo erano gli stessi di tre anni fa ,racchiudevano una forza ma allo stesso tempo debolezza che mi contraddistingueva dagli altri, loro parlavano più della mia voce. La loro tonalità di colore variava a seconda del mio umore passavano da un leggero verde acqua ad un verde così acceso da incantare qualsiasi persona. Per un attimo ebbi un abbaglio, in quella stessa pozzanghera vidi riflessa un’altra persona , era lui non ricordavo più neanche che faccia avesse, eppure quei capelli castani e ricci erano inconfondibili. Mi stavo quasi per avvicinare quando mi resi conto che era stata solo immaginazione, forse quello era il riflesso della mia anima, per mesi avevo cercato di dimenticare di non pensarci, ma in realtà il mio cuore mi portava sempre verso di lui. Dopo un attimo tornai alla realtà, in quella pozzanghera limpida (ma non totalmente visto lo smog che aveva invaso la città) continuavano a cadere delicatamente goccioline di pioggia, ma non era solo pioggia, dai miei occhi stavano scendendo dolci lacrime. Nell’ultimo periodo ero diventata sempre più sensibile il successo mi ha sempre fatto un effetto contrario, ogni traguardo mi indeboliva sempre più, sì piangevo molto spesso di gioia, ma le miei lacrime racchiudevano una sofferenza interiore che da quando mi ero allontanata da lui nessuno poteva placare. Ero stufa di vedermi sofferente, così tirai un calcio verso l’ acqua della pozzanghera che in un attimo si divise in mille goccioline e schizzò via , così si sentiva il mio cuore frantumato in mille pezzetti , con la differenza che l’acqua poteva evaporare e ricomporsi , il mio cuore no era destinato a rimanere frantumato per sempre..o quasi.La gente mi guardava impietrita, sicuramente mi avevano riconosciuta, ormai ci avevo fatto l’abitudine, non potevo entrare e leggere nella mente delle persone, ma sapevo come la pensavano, io dovevo sorridere sempre a tutto e tutti, perché avevo soldi e successo, ma è proprio vero i soldi non fanno la felicità.
Se un pochino vi piace sarei felice di continuare con altri capitoli. :-)
Mi presento.
Ciao a tutti sono Corans96, non rivelo il mio nome ne da
dove provengo, non penso sia rilevante e preferisco rimanere nell’anonimato. Ho
iniziato a scrivere questo testo per gioco, la protagonista e voce narrante è
un’artista che seguo , delle quale non viene rivelato mai il nome, ma è facile
intuire nel corso delle narrazione di chi si tratta. Non prendete niente per
vero, ho utilizzato molto l’immaginazione.
Se volete contattatemi: corans1996@libero.it
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